Campbell ricorda Eto'o, Bolivia affossata. Uruguay-Cile, tutti pronti per lo show

Campbell ricorda Eto'o, Bolivia affossata. Uruguay-Cile, tutti pronti per lo show

© foto di Andrea Colacione
Nato a Roma il 02/08/1969, ha collaborato per numerose testate come Guerin Sportivo, Calcio 2000, Eurocalcio, Goal e alcuni quotidiani come Momento Sera, L'Umanità, Il Tempo, Corriere dello sport e sulle pagine romane de La Stampa.
 di Andrea Colacione articolo letto 4264 volte

Ieri è stata la notte della Costarica e del suo cittì, “El Bigotòn” (il baffone)  Ricardo La Volpe. Ed è stata una notte magica. I “Ticos” hanno letteralmente asfaltato la Bolivia che come vi avevo anticipato è stata soltanto un fuoco di paglia. Non è mai bello togliere meriti a qualcuno però personalmente nel pareggio contro l’Argentina della prima giornata ci vedo una serie di demeriti dei padroni di casa, come ci ha poi confermato il match disputato contro la Colombia. La Costarica, nonostante avesse di fronte un avversario decisamente modesto, ha incantato, soprattutto per lo stile e per la spensieratezza. Ci ha regalato un raggio di sole in un calcio che va sempre più verso la monotonia e che fa di tutto per farsi disprezzare.

Che dire della pantera “Joel” Campbell o dello splendido centrocampista Allen Guevara, punte di diamante di una pattuglia di spregiudicati ragazzini che hanno fame e che quindi mordono ogni pallone che rappresenta per loro una speranza di riscatto, non solo in ambito calcistico. Questa under 23, guidata dallo stratega La Volpe (uno che ha fatto molto bene nel campionato messicano e con la nazionale messicana) ci ha fatto ampiamente capire che ha intenzione di stupire, anche se forse non arriverà troppo lontano. Questi ragazzi ci hanno fatto capire anche che non dobbiamo sottovalutarli e che soprattutto abbiamo il dovere di monitorarli con la giusta attenzione. Ora affronteranno l’Argentina, una squadra infarcita di stelle ma che ha dimostrato di non possedere né una testa e né una coda e quindi nella “Copa” delle sorprese non mi stupirebbe più di tanto l’ennesimo miracolo, anche se per ovvie ragioni si cercherà di mandare il più avanti possibile l’albiceleste.

Mi ricordo perfettamente di quella Costarica che ad Italia ’90 uscì  agli ottavi di finale, perdendo soltanto per 1-0 contro il Brasile di Sebastiào Lazaroni che poi allenò senza particolari acuti la Fiorentina. Mi ricordo perfettamente di Juan Cayasso e di Hernàn Medford, in seguito comprimario nel Foggia di Zemanlandia. Ma francamente alcuni di questi ragazzini terribili di oggi mi sembrano decisamente migliori rispetto ai protagonisti di una ventina d’anni fa. Di Jonathan Campbell, la pantera del Saprissa  che è addirittura un ’92 ho scritto molto nei giorni precedenti e lo aspettavo con ansia; il paragone con Samuel Eto’o è scomodo e probabilmente non l’aiuta però è innegabile che lo ricorda, almeno nelle movenze. Anche il suo partner d’attacco Josué Martinez non è da trascurare: è un ’90 e gioca insieme a lui nel Saprissa, ecco perché l’intesa  ha funzionato a meraviglia. Loro due hanno griffato la vittoria della scorsa notte, timbrando il cartellino, ma Allen Guevara, classe ’89 dell’Alajuelense ha disegnato calcio come un ingegnere. E’ un elemento che avevo già visto e che ha confermato di avere ottime qualità, così come il guardiano Moreira, classe ’90 dell’Herediano entrato in squadra all’ultimo per sostituire Alvarado che ora ha altro a cui pensare e come l’altro centrocampista David Guzmàn, classe ’90, nonché ennesimo elemento del Saprissa.

Mi domando come mai in tempi come questi in cui in Italia non gira un euro non vengono mai esplorati mercati alternativi; la Costarica produce dei talenti e li rivende a prezzi più che abbordabili. All’estero paesi come Olanda, Germania e Spagna esplorano  tutti i mercati ed al momento giusto non si fanno trovare impreparati. Da noi invece c’è sempre il preconcetto e soprattutto certi giocatori si comprano solo quando arrivano a costare molto o quando finiscono sulla bocca di tutti. Forse qualcuno mi prenderà per pazzo ma differenza di ruolo a parte mi domando cosa abbia di meno Campbell rispetto ad Erick  Lamela, tanto per fare un esempio? In comune hanno soltanto l’età, per il resto Campbell a mio avviso è molto più forte ed esplosivo. Solo che il campionato costaricano non ha la visibilità di quello argentino, le partite del Saprissa non vengono trasmesse come quelle del River e per il resto la differenza la fanno i procuratori.

Forse è un bene che questi ragazzi non vengano a giocare in Italia; certi allenatori storcerebbero subito il naso e digerirebbero mal volentieri i loro istinti e la loro anarchia tattica che in realtà significa libertà e capacità di giocare a calcio con gioia. Ma si sa che qui da noi si preferisce una diagonale ad un dribbling  o il pressing ad una finta di corpo. E poi come al solito non si vince mai nulla. E’ ovvio che sto estremizzando il concetto perché nel gioco del football l’organizzazione e l’ordine tattico contano eccome ma solo a patto che riescano a sposarsi con il talento e la fantasia dei singoli. In Europa sono già arrivati ragazzi come Marco Urena (Kuban in Russia), come Christian Bolanos (FC Copenhagen) e  come Bryan Ruiz, già campione d’Olanda con il Twente e protagonista in Champions. Tutta gente che non ha affatto deluso; Campbell è soltanto un ’92 e va lasciato crescere in santa pace. Per il momento si gode il suo secondo gol in nazionale (dopo quello dell’esordio) ma sono sicuro che questo ragazzo se non perderà la testa fuori dal campo e se non troverà sulla sua strada qualche tecnico fissato con gli schemi più del dovuto arriverà certamente lontano.

El “bigotòn” ieri sera ha vinto la partita perché è riuscito a miscelare perfettamente l’imprevedibilità e la spensieratezza dei suoi giovanissimi allievi con l’ordine e la disciplina tattica, senza imbrigliare però la fantasia del suo straripante felino in una gabbia. Soltanto Luciano Gaucci con cui ho lavorato quando guidava il Perugia come suo consulente ci aveva visto giusto; di lui è stato scritto e detto tutto: ma non tutti sanno che oltre ad essere vulcanico a volte aveva delle intuizioni geniali ed una di queste è stata proprio la voglia di esplorare certe terre e di scommettere su calciatori di questi fantastici posti. Stasera tornerà in campo il gruppo B con Perù-Messico ed Uruguay-Cile, due gare sulla carta dall’esito tutt’altro che scontato e che ci forniranno preziose indicazioni sul futuro prossimo di queste quattro nazionali. Il Cile avrà qualche assenza importante  (dovrebbe però recuperare Mati Fernandez) ma non si piange addosso ed ha tanta voglia di stupire: la nazionale charrùa schiererà invece ancora una volta il tridente delle meraviglie. Dovrebbe esserci spettacolo: questa volta forse varrà davvero la pena andare a dormire all’alba.