Trionfo e riscatto sociale: la Fiera dei Sogni si avvicina

Trionfo e riscatto sociale: la Fiera dei Sogni si avvicina

Argentina e Messico, Sudafrica 2010
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Nato a Roma il 02/08/1969, ha collaborato per numerose testate come Guerin Sportivo, Calcio 2000, Eurocalcio, Goal e alcuni quotidiani come Momento Sera, L'Umanità, Il Tempo, Corriere dello sport e sulle pagine romane de La Stampa.
 di Andrea Colacione articolo letto 5234 volte

La fiera dei sogni, alias la “Copa America” 2011 sta per aprire i battenti per la gioia dei “maniaci” dell’estetica come il sottoscritto. Il calcio sudamericano insieme al modello delle nazionali spagnole e del Barcellona è l’unico antivirus da contrapporre al calcio noia, quello che vuole il risultato a tutti i costi e per giunta subito con dirigenti che si innamorano di un progetto (così lo definiscono!) salvo fare dietrofront un attimo dopo; oppure di un tecnico o di un calciatore, spendendo e sperperando salvo poi esonerare o svendere.

Personalmente mi dissocio da tutto ciò e mi schiero come mi sono sempre schierato a difesa della fantasia, dell’istinto e della gioia di accarezzare una “bola” o una “pelota” perché tutto ciò produce spettacolo, emozione ed estasi pura. Il futbòl del nuovo mondo rappresenta tutto ciò e la storia della “Copa America” ne è una testimonianza tangibile pur con i suoi eccessi di narcisismo e di emotività.

Questo torneo che accende i sogni e la fantasia di milioni di persone è la più antica competizione per nazioni del mondo, avendo preso il via nel 1916 ed è anche quella che ha visto disputare il maggior numero di edizioni. Il battesimo avvenne proprio in Argentina - dove sta per partire per la 43ma volta - e fu l’occasione per celebrare il centesimo anniversario dell’indipendenza del paese. Seppure con formule e con cadenze talvolta bizzarre, la Coppa America ha resistito a tutto, regalando distrazioni a popoli sfiancati da crisi politiche ed economiche, da golpe militari, da dittature, da guerre civili e da rivoluzioni  di ogni genere. Ha resistito a tutto perché il “futbòl” o il “futebòl”, a seconda dell’accezione spagnola o portoghese, fa parte del Dna di questi popoli proprio come il ballo e la musica. E talvolta oltre ad essere occasione di compiacimento rappresenta anche una sorta di riscatto sociale per chi va in campo ma anche per gli stessi tifosi.

Il gioco del calcio in Sudamerica viaggia sincronizzato con lo scorrere della vita quotidiana ed ha ispirato pagine e pagine di letteratura, scomodando fuoriclasse della penna come Osvaldo Soriano ed Eduardo Galeano che hanno raccontato in molti loro capolavori gesta di campioni ed emozioni della gente comune, del popolo. Se possiamo godere di un simile spettacolo dobbiamo però ringraziare ancora Adolfo Orma ed Héctor Rivadavia Gomez, rispettivamente presidenti delle federazioni argentina ed uruguaiana che hanno saputo unire il talento di un intero continente, volendo dar vita a tutti i costi a questa manifestazione. E’ anche grazie a loro che si sono potuti ammirare campioni di antichissima memoria come Guillermo Stabile, Arthur Friedenreich, Americo Tesoriere, Formiga, Andrade, Monti, Orsi (due dei famosi oriundi!), Antonio Sastre, il paraguayo Arsenio Erico, Loustau, Zizinho, Ademir, e poi Alfredo Di Stefano, gli angeli dalla faccia sporca, Garrincha, l’uccellino dalle gambe storte nonché l’allegria del popolo, Didì, Vavà e Pelé, Ghiggia e Schiaffino, Jair e poi in tempi più recenti il genio di Diego Armando Maradona, quello di Enzo Luìs Francescoli, Tèofilo Cubillas, il più forte peruviano di sempre o il concerto sinfonico dei vari Jùnior, Falcào, Socrates, Cerezo e Zico ed infine i vari Romario, Ronaldo e Rivaldo a rappresentare la Seleçào ed Omar Batistuta, Hernàn Crespo e Juan Romàn Riquelme la Selecciòn tanto per citare qualche nome.

Ad accendere il presente troviamo nomi come i super fuoriclasse Messi e Neymar in primis ma anche i vari Pastore, Aguero, Di Maria, Tévez, Lavezzi, Milito, Higuain (Argentina), Daniel Alves, Thiago Silva. Lucas, Robinho, Pato, Paulo Henrique Ganso, Fred, Maicon (Brasile), Forlàn, Cavani, Luis Suàrez, Abel Hernandez (Uruguay), Fredy Guarìn, Radamel Falcào Garcia e Teòfilo Gutiérrez(Colombia), Christian Noboa e Felipe Caicedo (Ecuador), Ivan Piris, Lucas Barrios e Federico Santander (Paraguay), Yohandry Orozco e José Salomon Rondòn (Venezuela), Gary Medel, Arturo Vidal, Rodrigo Millar, Mauricio Isla ed Aléxis Sanchez (Cile), Luìs Ramirez e Juan Manuel Vargas (Perù) sono in grado di farci sobbalzare dalle poltrone. A tutti questi artisti rivolgiamo una sola preghiera: quella di regalarci tanto spettacolo che è linfa vitale per alimentare i nostri sogni.