Dal 1953 al 1967, il dominio platense

Dal 1953 al 1967, il dominio platense

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Nel dopoguerra Argentina ed Uruguay scavano il solco lasciando alle rivali solo le briciole. Il Brasile, che domina i mondiali, resta all'asciutto, mentre spopolano gli "Angeli dalla faccia sporca".
 di Oreste Giannetta articolo letto 3249 volte

Gli anni Cinquanta si aprono con la vendetta del Paraguay, che si prende la sua prima Copa proprio ai danni del Brasile. L’Albirroja, che ha dovuto cedere l’organizzazione al Perù per mancanza di strutture, batte il Brasile per 2-1 nella sfida decisiva e si guadagna lo spareggio nonostante la clamorosa sconfitta a tavolino contro i peruviani dopo aver effettuato per errore quattro sostituzioni. I verdeoro possono già contare su alcuni dei giocatori che faranno la loro storia, da Djalma e Nilton Santos a Didì, ma il Paraguay, guidato dal futuro allenatore juventino Heriberto Herrera, ha dalla sua la voglia di rivalsa e si impone per 3-2 dopo aver chiuso il primo tempo sul triplo vantaggio.
Dopo questo episodio Argentina e Uruguay tornano a dominare la scena fino a tutti gli anni Sessanta, con tre vittorie a testa. L’Albiceleste fa sue le edizioni del 1955, del 1957 e del 1959. Nella seconda spopolano i tre “Angeli dalla faccia sporca”. Sivori ad inventare, con Angelillo e Maschio a colpire inesorabili le difese avversarie. Solo il Perù, nell’ultima e ininfluente partita, riuscirà a batterla. Nel 1959, infine, anche il Brasile campione del mondo non può nulla. È l’unica partecipazione di Pelé, che sarà capocannoniere, ma non avrà la soddisfazione di alzare al cielo la Copa.
L’Uruguay replica nel 1956, in un torneo in tono minore per l’assenza di tre squadre, battendo l’Argentina guidata da Sivori per 1-0. Poi nella seconda delle due edizioni giocate nel 1959, con un travolgente 5-0 ai rivali di sempre, e infine nel 1967, ancora una volta sopravanzando l’Argentina nella gara decisiva, grazie al gol partita di Pedro Rocha, bandiera del Peñarol.
L’unica eccezione, in mezzo a questo dominio platense, è la prima storica vittoria della Bolivia, arrivata ovviamente sui propri campi nel 1963. La formazione andina, come sua tradizione, sfrutta l’abitudine a giocare in altura, oltre all’assenza dell’Uruguay e il fatto che Argentina e Brasile mandino formazioni di secondo piano. Dopo il pareggio con l’Ecuador in apertura, la Bolivia fa sue le successive quattro gare grazie ai bomber Alcócer e Wilfredo Camacho.
Dopo l’edizione del 1967, come detto vinta dall’Uruguay, il torneo va in letargo per otto anni. La formula sembra non riscuotere più abbastanza successo e la CONMEBOL pensa ad una ristrutturazione epocale, sia come nome, che diventa ufficialmente Copa América, sia come format. La leggenda è pronta a ripartire.