Sacchi:

Sacchi: "Coi singoli non si vince. Serve un gioco di squadra"

© foto di DANIELE MASCOLO/PHOTOVIEWS
L'ex ct critica Brasile ed Argentina troppo legate alle invenzioni dei suoi campioni, o presunti tali
 di Tommaso Maschio articolo letto 3748 volte

Arrigo Sacchi, dalle pagine de 'La Gazzetta dello Sport' critica pesantemente i tecnici di Argentina e Brasile rei di affidarsi più alle giocate dei loro campioni che non ad un vero e proprio gioco di squadra e attacca quanti pensano che il calcio stia diventando uno sport individuale dove basta avere uno o due ottimi giocatori per vincere. "La Coppa America riuscirà a scalfire le certezze di quelli che considerano il calcio uno sport individuale e pensano che per vincere sia sufficiente acquistare Ganso, Neymar, Tevez, Aguero, Higuain o il fenomeno Messi. Si sta ripetendo quel che è successo al Mondiale dove i vari Ribery, Rooney, Cristiano Ronaldo, Kakà e Messi vennero tutti eliminati: ma non si è sempre detto che contano i singoli per vincere? - continua l'ex ct - Se fosse così non si spiegherebbero gli insuccessi di questi giorni e la differenza di prestazioni del grande Messi: appena sufficiente con l'Argentina e devastante nel Barcellona dove segna quasi un goal a partita. Il gioco è una componente astratta che non si compra ma si crea con il lavoro e con le idee: grazie a sensibilità, intuizioni e cultura del tecnico, alle capacità lavorative di un gruppo e a un ambiente positivo. Purtroppo molti dirigenti, addetti ai lavori e perfino diversi allenatori parlano, scrivono ed allenano come se il calcio fosse un sport individuale: partono dal singolo per arrivare alla squadra, e invece il percorso dovrebbe essere inverso. Il calcio è uno sport di squadra con momenti individuali e non il contrario".