Calci da fermo e difese allegre: il Venezuela pareggia in un finale thrilling

Calci da fermo e difese allegre: il Venezuela pareggia in un finale thrilling

© foto di Nicolo' Zangirolami/Image Sport
 di Andrea Losapio articolo letto 2501 volte

LE FORMAZIONI - Il Paraguay gioca col solito 4-4-2, con Villar in porta, linea difensiva rocciosa con Veron e Torres sugli esterni, Alcaraz e Paulo da Silva in mezzo. Manca Barreto a centrocampo, ma Riveros e Ortigoza formano la cerniera centrale, con Vera e Estigarribia sugli esterni. Davanti la Coppia Barrios-Santa Cruz. Modulo speculare per Faris, tecnico del Venezuela capolista, che inserisce Vega in porta, Rosales, Perozo, Vicarrondo e Cichero in difesa. Rincon e Di Giorgi in mezzo, con Gonzalez e Rondon che gistrano sulle fasce. Davanti la coppia Rondon Arismendi.

TECNICA SOPRAFFINA - Si parte subito con Barrios che regala un gioco strepitoso: finta a guardare in mezzo, suola per fare il tunnel, palla in mezzo. Estigarribia, che taglia perfettamente, colpisce come il migliore dei fabbri ferrai e spedisce la palla in curva. Stessa sorte per Santacruz, che al terzo rischia di mandare la sfera ad Asuncion, distante migliaia di chilometri da Salta. Dall'altra parte i piedi sono decisamente più grezzi, ma un errore di Ortigoza regala a Rondon l'uno contro uno con Veron: il difensore paraguagio sbaglia tutto, ma la prodezza dell'attaccante vinotinto è spettacolare. La conclusione scuote la rete, con l'autovelox che sicuramente segna ben più dei 130 del limite. Venezuela in vantaggio. Paraguay fuori dalla Copa al momento. La partita rimane in discesa per la Vinotinto, con il Venezuela che preferisce giostrare in contropiede, mentre i biancorossi devono creare gioco.

CALCI DA FERMO - Non è un caso che il Paraguay riesca a pareggiare su una palla inattiva, grazie al batti e ribatti creatosi in area a seguito di un colpo di testa di Lucas Barrios e risolto da Alcaraz, il giustiziere dell'Italia. E non è un caso, ovviamente, che l'albirroja riesca anche a portarsi in vantaggio proprio con Barrios, sempre sugli sviluppi di un'azione da fermo: secondo gol di ventre in questa Copa America per i biancorossi, che a inizio ripresa si portano in vantaggio. Il delitto si compie all'85esimo, quando - ancora una volta su calcio d'angolo - il Paraguay si porta sul 3-1 grazie a Riveros: partita in ghiaccio e Paraguay a bersi un cocktail a bordo piscina, nonostante le condizioni atmosferiche non lo permettano.

TRIPLICE FISCHIO - Al Venezuela potrebbe andare bene così, con la qualificazione già in ghiaccio, ma il finale riserva ancora molto sorprese. E' Miku, forse il giocatore più rappresentativo, a riaprire tutto grazie un rimpallo con un difensore avversario, al novantesimo. Sembrerebbe il più classico dei gol che accorciano le distanze, ma non cambiano nulla. Non è così, perché Vega - il portiere venezuelano - s'inventa uomo assist all'ultimo assalto, quell'assist che permette a Perozo di pareggiare, mandando il Paraguay a sfidare il Brasile (e lasciamo perdere chi s'è inventato gli accoppiamenti) nei quarti di finale.