Colpo da <i>Maestro</i>! L'Uruguay vola grazie ai rigori, è disastro Argentina

Colpo da Maestro! L'Uruguay vola grazie ai rigori, è disastro Argentina

© foto di Daniele Buffa/Image Sport
 di Fabrizio Romano articolo letto 4193 volte

DERBY DEL MUNDO AL 'CIMITERO' - Dieci gradi, tanta tensione e più di un briciolo di paura. Questo e tanto altro è Argentina-Uruguay, il derby del mundo che si rinnova in questa edizione della Copa America dopo le sfide che ancora illuminano la storia del calcio mondiale. Una sfida epocale che inizia dalle tradizioni più antiche di due popoli che si stuzzicano spesso e volentieri - dal tango ai natali di Carlos Gardel - fino a ritrovarsi puntualmente in campo. Questa sera, la Selecciòn gioca in casa ma in uno stadio che è noto per i clamorosi ribaltoni, il 'Brigadier General Estanislao López' che per chiunque mastichi calcio è il celeberrimo 'Cementerio de los Elefantes' di Santa Fe, il 'cimitero degli elefanti' dove tante compagini di primo spessore sono clamorosamente crollate. Per evitare il secondo scivolone dopo quello già avvenuto contro la Colombia - uno 0-0 dal sapore di sconfitta, ma che è ormai alle spalle - Sergio Batista sceglie la formazione che è riuscita a brillare contro la Costa Rica: Zabaleta confermato a destra con Zanetti spostato sulla mancina, Gabi Milito e Burdisso centrali con la mediana affidata a Gago e Mascherano. In avanti, spazio alla fantasia con Dì Marìa, Aguero e l'attesissimo Messi a sostenere il Pipita Higuaìn. La risposta del Maestro triste è scontata: Cavani non ha recuperato dall'infortunio e in avanti ci sono Suaréz e Forlàn, c'è un Alvaro Gonzalez in più in mezzo al campo nel 4-4-2 che conta sui polmoni di Arevalo Rìos e Diego Pérez in mezzo con Victorino e non Coates al fianco di capitan Lugano in difesa.

BOTTA E RISPOSTA - La cattiveria inizia subito a farla da padrona. Diego Pérez è già ammonito dopo due minuti per un'entrata a piedi uniti dritta sulla caviglia di Mascherano, che si rialza dolorante. Ma tre minuti dopo, quando il cronometro segna 5', è l'Uruguay a passare immediatamente in vantaggio proprio con il bolognese Pérez: tutto nasce da una punizione dalla distanza di Forlàn che mette in mezzo, Cacères colpisce di testa e trova Romero che respinge ma non con la forza tale da impedire a Pérez di inserirsi e segnare a due passi dalla porta. E' 1-0 celeste al pronti-via. La risposta più concreta dell'Argentina arriva al 16', quando è Sergio Aguero a scappare sulla corsìa sinistra per poi calciare in porta da posizione defilata: Muslera è reattivo e in qualche modo allontana. Ma la Selecciòn sta ingranando e al 17' arriva la stoccata che vale il pareggio, firmata da Gonzalo Higuaìn. Il gol però porta il marchio di fabbrica di Lionel Messi, alla faccia delle critiche: la Pulga parte da destra, si accentra e con un lancio al sapor di poesia imbecca il Pipita, che si stacca dalla marcatura e pizzica di testa quel tanto che basta per beffare Muslera. Visibilio per il popolo albiceleste. Un minuto dopo, Tabarez è costretto a un cambio: Victorino deve uscire per infortunio, tocca a Scotti scendere in campo.

TRA BRIVIDI E BOTTE (DA ROSSO)- L'Argentina è in preda all'entusiasmo e sfrutta un Messi ai livelli soliti per l'occasione. Al 26', l'asso di Rosario vola verso l'area eludendo l'intervento di due difensori ma viene chiuso sul più bello. Colossale l'opportunità che capita però al 34' all'Uruguay: Lugano colpisce di testa dopo l'ennesimo cross di Forlàn, Romero lascia scorrere ma il pallone batte sulla traversa e sulla ribattuta successiva da cui nasce il gol c'è un fuorigioco che strozza in gola l'urlo di Tabarez e del popolo uruguaiano. La partita finisce per incattivirsi, volano cartellini gialli e al 38' c'è un epilogo che pareva scontato da qualche minuto per l'Uruguay: Diego Pérez, ammonito a pochi secondi dall'inizio della gara, dopo un elenco inenarrabile di falli ora stende Gago impegnato a fuggire  in contropiede palla al piede e così si prende il secondo giallo che vale l'espulsione. Eppure, l'Argentina anche con l'uomo in più trema ancora al 43': ennesima punizione del solito Forlàn, palla spizzicata sul secondo palo dove Scotti sottomisura viene anticipato in extremis da un attentissimo Gabriel Milito. Il panico albiceleste si chiude al secondo minuto di recupero, dopo l'ennesimo tentativo di Diego Lugano che su ogni palla alta è padrone dell'area di rigore: la sua conclusione in seconda battuta, però, finisce a lato.

SELECCION LENTA E FUMOSA - Il copione dell'avvio di ripresa è prevedibile, l'Argentina tiene palla e l'Uruguay con l'uomo in meno rincorre. La squadra di Batista non riesce però a rendersi pericolosa in zona gol, è esageratamente lenta e Rìos davanti alla difesa fa un lavoro di filtro preziosissimo. Le occasioni scarseggiano, e dopo 60' a far rifiatare le squadre è un invasore di campo prontamente censurato dalla regia argentina. Solo al 62' si rende pericoloso Messi, che si accentra da destra e spara un mancino quasi da biliardo che non preoccupa più di tanto Muslera, il quale blocca a terra. S'infiamma la Selecciòn, Di Marìa al 66' raccoglie un assist di Messi per calciare da sinistra ma trova ancora il portiere uruguaiano appena passato al Galatasaray sulla sua via.

L'USCITA DEL JEFECITO E I MIRACOLI DI NANDO - Al 72', il cambio del Checho Batista. Esce un fumoso Di Marìa, entra Javier Pastore. Il Flaco tre minuti dopo mostra subito un ottimo scambio con Messi al limite dell'area ma il suo tiro è arginato, ma la vera fiammata è di Higuaìn al 77': straordinario aggancio e girata dopo grande assist del solito Messi, il Pipita si ruota in un soffio e spara una cannonata che Muslera disinnesca d'istinto. La partita si ravviva e un minuto dopo è colossale l'occasione per l'Uruguay: il Conejo Suarez va palla al piede verso la porta, al limite dell'area serve con un filtrante ottimo Forlàn che si ritrova con Romero in uscita davanti abilissimo nel chiuderlo immediatamente. Batista a 7 minuti dal termine butta dentro Tévez per Aguero, ma chi sfiora il gol subito dopo è l'Uruguay: da un corner stacca ancora Lugano, palla alta di un soffio. Ma la gara è apertissima e il colpo di scena arriva a 4 minuti dal termine, quando Mascherano in mezzo al campo defilato già ammonito tocca Suarez che con l'esperienza piomba subito a terra e fa buttare fuori il Jefecito: le due compagini se la giocano dunque con dieci uomini. All'89 sale in cattedra Nando Muslera: una punizione dalla distanza di Tévez deviata trova la traversa, ritorna giocabile e sulla cannonata di Higuaìn da pochi passi vola e con coraggio salva il risultato. Incredibile poi l'occasione al 92' per l'Uruguay, con Suarez che tiene vivo un pallone in area, si beve un avversario e mette in mezzo con potenza ma Maxi Pereira di testa colpisce alto. Non bastano novanta minuti, si va ai supplementari.

 IL PIPITA SI DISPERA - Dopo due minuti, Alvaro Pereira prova il mancino dalla zona sinistra dell'area di rigore ma spedisce alto, poi per problemi muscolari Gago deve uscire in favore di Lucas Biglia nell'Argentina. Una punizione morbida di Messi è bloccata da Muslera, ma l'occasione clamorosa la ha Higuaìn che raccoglie un assist stupendo di Zanetti e calcia dalla sinistra, palo pieno per lui. E così si passa al secondo tempo supplementare.

MUSLERA SALE IN CATTEDRA - Il secondo tempo inizia con una fiammata di Forlàn, che recupera palla, si gira e col mancino spedisce a lato di poco. Anche l'Argentina però ci prova con Messi, che raccoglie un pallone rimpallato dalla difesa uruguaiana calciando con un mancino teso e basso, ma Muslera è attentissimo e in due tempi fa sua la sfera. Tabarez toglie Alvaro Pereira e Arevalo Rìos per avere forze fresche, dentro Gargano ed Eguren. Ma è ancora uno stratosferico Muslera a 10' dal termine a dire di no a Higuaìn, che controlla e ci prova ancora col sinistro: pericolo sul corner successivo, Pastore col destro conclude ma trova Muslera, così come un minuto dopo quando ancora il Flaco da fuori area spara una cannonata respinta dal nuovo numero uno del Galatasaray. Ma è clamorosa l'occasione che capita a Messi quando mancano 4 minuti al fischio finale: da destra a sinistra, fisarmonica della Pulga che si presenta davanti a Muslera che ancora una volta in uscita argina l'asso della Selecciòn quasi con un miracolo. Il tempo è finito si va ai calci di rigore!

URUGUAY IN SEMIFINALE! - La lotteria dei rigori è tesa come non mai. Messi mette dentro il primo, risponde benissimo Forlàn. Poi Burdisso a sorpresa piazza un ottimo rigore, bene anche Luis Suarez che realizza. A sbagliare è Carlos Tévez, pesismo rigore a mezz'altezza, Scotti non si emoziona e segna con serenità. Pastore tiene in vita l'Argentina, Gargano segna per l'Uruguay e Higuaìn (col brivido della traversa) accende l'ultima speranza che si affievolisce per Batista quando Càceres segna il rigore decisivo. L'Argentina è fuori dalla Copa America giocata incasa, Uruguay in semifinale!